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| Questa dovrebbe essere l' introduzione di un progetto di libro. Il libro sarà una raccolta di storie di diversi autori (tutti amatori) ed ogni storia dovrebbe essere intervallata a sua volta dalla storia dell' abitantr del paese dei balocchi ce la raconta... oltre a me gli altri che lavorano a questa opera sono veramente bravi a scirvere( io sono uno degli scarsi insomma). Questa è parte della mia parte:
Dieci anni dopo la sua apertura il Paese dei Balocchi era più una città fantasma che un parco divertimenti. Ormai il complesso era diventato un rifugio per senza tetto, drogati e desaparecidos. Molti degli abitanti del Paese dei Balocchi erano orfani senza convento ne assistente sociale. Nonostante le giostre non funzionassero più ormai da tempo i bambini ne erano stranamente attratti. Il re di questi è Occhio di Gatto. Non è l' Occhio di Gatto delle favole messicane, ne il Dio del sole e delle belle fanciulle dei Guatayabas, non era nemmeno il discendente dell' Occio di Gatto che rubò la vera Gioconda... Si chiamava Occhio di Gatto semplicemente perchè era furbo, e riusciva sempre a vedere dove nascondevi qualcosa. Persino i non orfani non osavano disobbedire ad un ordine di Occhio di Gatto, non che impartisse ordini... ma se mai lo avrebbe fatto tutti si sarebbero adopererati per esegurli. Oltre agli orfani c' era un' unita comunità di barboni splendidi alla quale si erano unito quache punk fallito, sconfitto dal sistema. I barboni erano molto democratici, governavano i più poveri... ovvero tutti. Spesso soggiornavano al Paese dei Balocchi viaggiatori leggendari, giunti a questo luogo per prendere parte alla nuova, pricipale, attrazione del parco. La sera chi voleva( orfani, barboni, viandanti, gatti randagi e avvocati soli), si riuniva in cerchio e si raccontavano delle stoire, delle fiabe, delle biografie o autobiografie, gesta, leggende, sogni e utopie. Stasera racconta Adriano, che sostiene di essere stato imperatore un tempo, la sua è una storia toccante raccotata come fosse una barzelletta, perchè lui quella storia la visse da bambino e nonostante non si una storia allegra la racconta con nostalgia un pò contagiosa... |